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sabato 1 maggio 2010

Altri due casi di gozzo

Altri due casi di gozzo, ovvero di tumefazione alla base dal collo secondaria a patologia tiroidea sono rappresentati nell’opera di Artemisia Gentileschi intitolata “Giuditta e Oloferne” e nella “Resurrezione di Cristo” di Piero della Francesca.
Nella prima opera si può osservare la tumefazione del collo di Giuditta che ha appena decapitato Oloferne. Nell’opera di Piero, invece, si può osservare tra i soldati caduti addormentati l’autore che si è auto ritratto, il secondo da sinistra. Piero appare con la testa iperestesa: è evidente un nodo tiroideo.

Riferimenti:
Artemisia Gentileschi (1593-1653), Giuditta e Oloferne
Piero della Francesca, Resurrezione di Cristo

giovedì 29 aprile 2010

Un caso di ipertiroidismo?

Inquietante l’opera di H. Füssli dal titolo “La follia di Kate”. Colpisce l’espressione di terrore e i bulbi oculari protrusi. Il sottotitolo dell’opera è “Una fanciulla resa folle dal dolore per il mancato ritorno dell’amato dal viaggio in mare”. La follia sembra emergere dallo sguardo.

Potrebbe trattarsi di un caso di ipertiroidismo, nella fattispecie un’oftalmopatia basedowiana?


Riferimento:
H. Füssli, La follia di Kate,1806-1807, Francoforte sul Meno, Goethe- Museum
http://www.agisoftware.it/Arte/5/p/bg/p5i00200.jpg

giovedì 1 aprile 2010

Malattie della tiroide alla corte bizantina

I mosaici di San Vitale a Ravenna (547 d.C.) ci mostrano un caso molto interessante di possibile patologia tiroidea: il gozzo. Mentre il collo dell’imperatrice Teodora è molto sottile e allungato, si può notare il gonfiore al collo delle giovani donne nel corteo, alla sinistra dell’imperatrice.
Alcuni autori hanno ipotizzato un gozzo da carenza di iodio poiché i rifornimenti d’acqua a Costantinopoli, durante l’impero di Giustiniano, avvenivano attraverso le famose cisterne sotterranee dove veniva convogliata l’acqua piovana.
Già Ippocrate (V sec a.C.) aveva attribuito i rigonfiamenti al collo, al consumo di acqua piovana che appunto conteneva un bassissimo tasso di iodio.
Galeno di Pergamo (129-200) parlava di «carne lassa nel collo». Ezio di Amidia, medico personale dell’imperatore Giustiniano, nei suoi scritti definiva «bronchocele il cronico rigonfiamento delle linfoghiandole della laringe»

Riferimento: i mosaici di San Vitale, Ravenna (547 d.C.)
(Confrontare il collo dell’Imperatrice e quello delle ancelle, in particolare le prime tre a destra)